lunedì 20 marzo 2017

Un papà diventato famoso...per la vivacità dei suoi bimbi!

Nei giorni scorsi è diventato "virale" un papà, e tutta la sua famiglia, protagonisti di un collegamento TV in principio serioso e poi...Comico!

Il protagonista principale è Robert E. Kelly, professore di Scienze Politiche alla Pusan National University in Sud Corea, chiamato dalla BBC per commentare, in qualità di esperto, la deposizione della presidente Park.

Il collegamento video viene interrotto dai due figli piccoli: prima la bimba in giallo sgargiante e poi il fratellino con rapido girello. Il Professore ha una reazione non ben definita, un mix di panico e stupore, anche se la spinta al bimbo pare evidentemente mossa dal terrore che la BBC non lo contatti mai più come esperto...Finché la moglie Jung-a-Kim li porta fuori dalla stanza e l'intervista prosegue con le urla dei bambini in sottofondo!

Un po' di vita entra sul lavoro e media, social, critiche e chiacchiere si scatenano. 
Addirittura c'è chi polemizza sulla tendenza dei più a considerare la moglie la baby-sitter, per le evidenti origini asiatiche. Insomma si sfocia nelle riflessioni anti-razziali, partendo da una 'gag' surreale e buffa. E c'è chi ne fa la parodia "al femminile", ironizzando sul talento "multi-tasking" delle mamme...E giù polemiche ancora perché non è vero che solo le donne sanno gestire questo genere di imprevisti.

Intanto l'esperto, Prof. Kelly, diventa virale non per ciò che sa né tantomeno per ciò che dice ma per il quadro familiare che lo circonda e prende il sopravvento. La gente ha fame di normalità, di pratica anziché teoria, di storie vere senza ingessatura. 
E allora ben venga uno spiraglio di quotidianità sul lavoro, a sbottonare chi è troppo abbottonato e avvicinare i piccoli ai grandi.
E la famiglia virale è tornata in diretta,  per un'intervista: i bimbi non si sono calmati affatto ma i genitori hanno imparato a sorridere di più!

lunedì 20 febbraio 2017

Lo sconto per "bambini educati" al ristorante? Mi lascia perplessa...

E' notizia di ormai sei giorni fa, mi decido anch'io a commentarla dopo che sui media le reazioni sono stati numerosissime.

Un gestore di un'enoteca di Padova ha applicato lo sconto del 5% per "bambini educati", sorpreso da una tavolata domenicale dove i bambini se ne stavano tranquilli a mangiare senza disturbare gli altri clienti. Scontrino postato su Facebook e il ritorno di pubblicità è garantito, così come le ondate di pareri...Ai quali si aggiunge il mio (modesto)!

La prima domanda che mi è venuta in mente nel leggere la notizia è stata questa:
"I bambini erano per caso in balìa di qualche magia tecnologica, tablet-ipad-ipod e compagnia?" 
Non che io abbia nulla contro a questi devices, anzi...Ne faccio forse io stessa un buon (ab)uso.
E' che lo sconto lo troverei più indicato per quei genitori che decidono di portare con sé
i bimbi al ristorante (o enoteca che sia)  senza affidarli alle baby-sitter virtuali bensì prendendosene cura nel rispetto degli altri presenti.

La seconda domanda che mi è venuta in mente è questa:
"Quanti anni avevano i bimbi in questione?" 
Perché un conto è portare al ristorante bimbi di 2 anni, nel pieno dell'esplorazione motoria, un altro conto è portarci i bimbi di 5-6 anni, che un po' di più quell'esplosione motoria l'hanno già sperimentata.
Allora io lo sconto lo darei (anzi il dessert offrirei) a quei genitori che decidessero di allontanarsi prima del finale, non tanto e non solo per non disturbare gli altri e fuggire le altrui occhiatacce (magari di "innamorati senza bimbi per scelta" o "celibi e nubili inaciditi dalle vicende della vita") quanto per rispettare i propri figli che non possono adeguarsi al galateo e alle regole dello stare a tavola tipiche degli adulti, specie quando a tavola si deve stare per più di mezz'ora e in un luogo non familiare.

La terza domanda, forse la più importante, è questa:
"Abbiamo bisogno di etichettarli sempre, nel bene e nel male, questi nostri bambini?" 
Di buono c'è che questa notizia ha scomodato più o meno esperti di pedagogia e ha fatto parlare delle condotte familiari (apparentemente) buone che fanno sempre meno rumore degli scandali bulli e drammatici. Di cattivo, e molto, c'è che aggettiviamo quasi sempre i bambini anziché i loro comportamenti, creando un'etichetta che - per effetto Pigmalione - i nostri bambini tenderanno ad assimilare e imitare.

Allora forse occorre una cultura dei bambini e delle famiglie che parte da più lontano. E i ristoratori, nel loro piccolo, potrebbero facilitare la convivenza di piccoli e meno piccoli con tante piccole, grandi idee. Non che tutti debbano avere lo spazio bimbi (spesso foriero di maggior confusione) ma anche solo, magari, una tovaglietta da colorare con qualche gioco enigmistico da risolvere potrebbe rappresentare un supporto non vorrei dire educativo ma quasi, perché non è nel portafoglio che si gioca il dialogo tra le generazioni: è nel tendere una mano...o una tovaglietta colorata. 


domenica 25 settembre 2016

Inserimento all'asilo: se il bimbo piange... si può provare con la musica!

L'inserimento all'asilo (che sia nido o scuola dell'infanzia) rappresenta un momento delicato per il bimbo e per i suoi genitori. Spesso il bimbo piange, soprattutto al momento del distacco.
Dipende da tanti fattori, in ogni caso il pianto è segno di un disagio per così dire "fisiologico".

Il bimbo vede messo alla prova il suo "attaccamento", più o meno sicuro.
Deve acquisire fiducia nell'ambiente esterno e nella propria capacità di farcela senza l'adulto di riferimento, di solito la mamma.

La musica può aiutare, nel rinforzare questa capacità.

Ecco alcuni consigli:

- individuare una "musica dell'arrivederci" da utilizzare sempre quando l'adulto si allontana dal bimbo per un po' di tempo (anche solo per andare a fare la spesa, ad esempio) e quando lo ritrova. Ideale che si tratti di una musica allegra, che aiuti a gestire il momento con il sorriso;

- utilizzare un campanellino da lasciare al bimbo quando la mamma se ne va, perché lo suoni per ricordarsi che la mamma pensa a lui. Lo stesso campanellino può tenerlo anche la mamma, dicendo al bimbo che spesso lo suonerà pensando a lui;  

- creare insieme al bimbo una filastrocca musicale o una canzoncina che abbia per tema l'andare all'asilo, salutare la mamma, divertirsi con maestre e bimbi e ritrovare la mamma.

Sono solo alcune idee musicali per incorniciare con un po' di serenità un momento cruciale per la famiglia, da ricordare insieme in futuro, guardando le foto di un album o riascoltando la propria canzone.

lunedì 11 gennaio 2016

I bambini e la tecnologia

Si dice che oggi i bimbi nascano "digitali": lo si vede da come riescono a maneggiare con padronanza un iPhone, un iPad, un cellulare di ultima generazione, quasi meglio del loro cucchiaino preferito.

Il punto è capire quanto sia fruttuoso lasciarli liberi, fin dalla più tenera età, di esplorare le nuove tecnologie?
No, il punto è a mio parere interrogarsi per capire se siamo in grado - come genitori, nonni, persone che si prendono cura dei bimbi - di garantire ai bimbi la ricchezza di stimoli, più o meno tradizionali essi siano.

Lasciare ai bimbi il gusto delle pagine da sfogliare e la passione per lo schermo da scrollare, insegnare ai bimbi coi gessetti e con la LIM, far loro tenere in mano la penna e il pc.

E magari si scoprirà la geografia divertendosi, con una APP per iPad, come abbiamo provato a fare qualche anno fa con alcuni colleghi del Gruppo Maggioli e la fiaba "Agapao in viaggio con la conchiglia".

mercoledì 6 gennaio 2016

Caro papà...

...E' da tempo che manco dal mio blog.

Ci ritorno per scrivere a te, caro papà, anche se non eri amante della visibilità, e dire che di avventure memorabili tante ne avresti potute raccontare, con il tuo mestiere speciale e il tuo carattere generoso.

Nel periodo delle feste è facile pensare a chi non c'è più:
tanta è la frenesia, tante le luci, tanto il clamore delle melodie
quanta la nostalgia, quanto il dolore, quanto il silenzio dell'assenza.

Eri la nostra roccia e vorrei che tu lo fossi ancora.
Non è attraverso l'accettazione della tua sofferenza che potrò farmi forza:
ti ho amato troppo per accettare che ti sia toccato sopportarla.

Potrò farmi forza sentendo che in qualche forma ci sei ancora,
che quando i miei bimbi attendono Babbo Natale tu veda la loro gioia,
che quando si brinda al nuovo anno tu da Lassù benedica il nostro futuro.

Perché non può finire tutto così,
perché la tua protezione mi avvolge ancora
come fossi ancora la tua bambina che ha bisogno di cure.

Scusami se ti ho scritto pubblicamente, caro papà.
Forse però non mi rimprovererai: mi hai sempre detto
che secondo te "avrei dovuto scrivere" e oggi scrivo di te
che sei ogni giorno fonte di ispirazione per me e la mia famiglia.

Caro papà, stammi vicino sempre.

venerdì 12 giugno 2015

Togliere il pannolino: quando, per quanto tempo, come!?

E anche quest'anno sta per arrivare l'estate e se il nostro bimbo ha quasi tre anni o li ha compiuti da poco è il momento di cimentarsi nell'avventura del "togliere il pannolino"!

Quando?
Meglio aspettare il compimento dei 18 mesi, sia per maturità fisica (saper salire e scendere le scale con più sicurezza, verbalizzare, riconoscere gli stimoli di vescica e intestino...) sia per la maturità emotiva e psicologica (accettazione della responsabilità dell'essere puliti, imitazione dei grandi...)

Per quanto tempo?
Quanto impiegheremo a togliere il pannolino al nostro bimbo? Non si può dare un'unica risposta, dipende da tanti fattori differenti. Normalmente nel giro di una o due settimane si acquisisce il controllo diurno mentre è di solito (ma non sempre) necessario un tempo più ampio per il controllo notturno (che si può rimandare anche di 2-3 mesi rispetto al precedente)
Al di là di tutte le nostre ansie e di tutte le scadenze ("Alla materna il pannolino non lo vogliono più!") è necessario seguire il tempo dei nostri bimbi. Meglio un bimbo col pannolino (felice) all'inizio della materna che un bimbo alle elementari (abbattuto) in preda alla regressione...

Come?
Questa è "la domandona" e anche qui non ci sono ricette uguali per tutti.
Sicuramente le parole-chiave che valgono per tutti sono CALMA, COINVOLGIMENTO, IRONIA, FIDUCIA.
Abituando il bimbo alla pulizia e al riconoscimento dei propri bisogni dando l'esempio noi stessi, rendendo il bagno un ambiente piacevole e accogliente, gratificando il nostro bimbo non solo per i risultati che ottiene ma anche per l'impegno che ci mette nonostante gli "incidenti di percorso".

E, come sempre, io credo che anche la musica possa aiutare...
Ecco qua una canzoncina pronta per l'uso che ho trovato su YouTube.

Ne ho creato una anch'io...
Presto con l'aiuto della tecnologia la troverete sul mio BLOG su MAMMEONLINE.NET


sabato 31 gennaio 2015

Stanotte mentre ti allatterò...

Stanotte mentre ti allatterò, mio cucciolo Nicola, voglio godermi ogni attimo
di quel silenzio, di quell'empatia, di quello scambio.
Il mio latte e il tuo amore.
Io mamma, tu figlio.

La fatica la voglio mettere tra parentesi, stanotte.
Voglio assaporare l'unicità di quel nutrimento,
osservare ogni movimento della tua piccola bocca affamata,
e ammirare i tuoi occhi sognanti. 

Stanotte mentre ti allatterò voglio ripensare a quando sei nato:
un attimo prima esclamavo "Non ce la faccio, ho paura..."
e un attimo dopo confessavo: "Sono tanto felice".

Stanotte quando ti sveglierai non voglio nemmeno guardare l'orologio,
non voglio chiedermi se sono già passate tre ore o se ti sei svegliato prima del dovuto.

Voglio godermi il fatto che ci sei e mi cerchi, non importa a che ora.

Le ore di sonno le recupererò in futuro, forse.
Questi attimi di amore e latte invece sono unici
e, stanotte, li afferrerò con tutta me stessa
per poi custodirli per sempre nell'intimo del mio cuore.